Pilates o yoga? È una delle domande più frequenti di chi vuole cominciare. Le due discipline si somigliano: si fanno spesso sullo stesso tappetino, a piedi nudi, con il respiro al centro. Però nascono da storie diverse e lavorano sul corpo in modo diverso. Qui trovi le differenze vere, senza classifiche, per scegliere con calma.

Da dove vengono

Lo yoga nasce come pratica spirituale dentro la filosofia indiana. Nelle lezioni che trovi oggi in Occidente mette insieme tre cose: le posizioni del corpo (asana), le tecniche di respiro (pranayama) e la meditazione. Lo spiega il National Center for Complementary and Integrative Health, l'istituto dei National Institutes of Health americani che studia queste pratiche.

Il pilates è molto più giovane. Lo ha creato nel Novecento Joseph Pilates, nato in Germania nel 1883, come racconta l'Encyclopaedia Britannica. Il titolo del suo libro del 1945, Return to Life Through Contrology, dice già molto: al centro del metodo c'è il controllo del movimento.

Come lavora il pilates

Nel pilates ogni esercizio si fa con poche ripetizioni, lente e precise. L'attenzione va al centro del corpo: addome, schiena e bacino lavorano insieme per tenere stabile il tronco mentre braccia e gambe si muovono. Il respiro accompagna lo sforzo e dà il ritmo.

Si può fare in due modi:

  • sul tappetino, a corpo libero o con piccoli attrezzi come palla, cerchio ed elastici;
  • sulle macchine, la più conosciuta è il reformer: un carrello che scorre su una base, con molle che aumentano o riducono la resistenza. Le molle possono aiutarti oppure chiederti più forza, a seconda dell'esercizio.

Come lavora lo yoga

Nello yoga le posizioni si tengono per alcuni respiri, oppure si collegano una all'altra in una sequenza fluida. Spesso la lezione si chiude con qualche minuto di rilassamento o di meditazione. Il respiro qui è una parte della pratica, non solo un accompagnamento.

Gli stili sono tanti e molto diversi fra loro: alcuni lenti e quasi fermi, altri dinamici e faticosi. Uno in particolare chiede attenzione: lo hot yoga, praticato in sale molto calde, ha rischi propri di surriscaldamento e disidratazione, come avverte lo stesso NCCIH.

Le differenze, in breve

  • Lo scopo della lezione. Il pilates punta su forza e controllo del centro del corpo e su una postura più consapevole. Lo yoga lavora su mobilità ed equilibrio e dedica spazio al respiro e all'attenzione.
  • Il respiro. Nel pilates sostiene il movimento. Nello yoga ha anche esercizi tutti suoi.
  • Gli attrezzi. Il pilates può usare macchine come il reformer. Lo yoga si ferma al tappetino, con mattoncini, cinghie e coperte.
  • La parte mentale. C'è in entrambi, perché tutti e due chiedono concentrazione. Nello yoga però la meditazione è spesso un momento a sé della lezione.

E la mindfulness? Non è uno sport. È una forma di meditazione che allena a restare con l'attenzione sul momento presente, senza giudicare quello che senti, come la definisce il NCCIH. Si può affiancare a entrambe.

Cosa dice la ricerca, con prudenza

Sullo yoga, il NCCIH riassume così gli studi: la pratica potrebbe aiutare a gestire lo stress, a dormire meglio e a migliorare l'equilibrio. Per il mal di schiena lombare le prove sono le più solide, ma il beneficio misurato è piccolo.

Sul pilates, la revisione più citata è quella della Cochrane Library del 2015 sul mal di schiena: 10 studi con 478 persone in tutto. Ha trovato prove di qualità bassa o moderata che il pilates riduca il dolore nelle persone con mal di schiena cronico. Ma, come sottolinea anche la sintesi dell'American Academy of Family Physicians, non è chiaro che funzioni meglio di altri tipi di esercizio.

Tradotto: sono due attività valide, non due terapie. Se hai un problema di salute, la scelta va fatta con il tuo medico o con il fisioterapista.

Come scegliere

Non c'è una disciplina migliore in assoluto. C'è quella che ti fa venire voglia di tornare la settimana dopo. Qualche criterio semplice:

  • Vuoi sentirti più forte e stabile, soprattutto in schiena e addome? Parti dal pilates.
  • Cerchi mobilità e un momento per rallentare il respiro? Prova lo yoga.
  • Ti serve soprattutto staccare dal rumore della giornata? Affianca qualche pratica di mindfulness.
  • Non sai decidere? Fai una lezione di ciascuna. Il corpo, di solito, risponde prima della testa.

Non devi nemmeno scegliere per sempre. Le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità chiedono agli adulti almeno 150 minuti a settimana di attività moderata, più esercizi di rinforzo per i grandi gruppi muscolari almeno due giorni a settimana. Pilates e yoga possono stare tutti e due dentro questo conto, accanto a una camminata.

Prima di iniziare

Qualunque cosa scegli, alcune regole valgono per entrambe:

  • racconta all'insegnante se hai infortuni, una gravidanza, la pressione alta o problemi di equilibrio: ti proporrà le varianti giuste;
  • all'inizio lascia stare le posizioni estreme, come la verticale sulla testa o sulle spalle. È un consiglio esplicito del NCCIH per chi comincia;
  • chiedi pure all'insegnante come si è formato: è una domanda normale, e una persona preparata è contenta di risponderti.

Per finire

Pilates e yoga non sono in gara. Uno ti insegna a muoverti con forza e controllo, l'altro a rallentare e ad ascoltare il respiro. Scegli da dove partire, poi lascia che sia la pratica a guidarti. Il tuo tempo, il tuo spazio, il tuo equilibrio.